giul - essential paintings

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E pluribus unum.

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L'artista ha realizzato, per il Cetro Studi Americani, una collezione di 13 ritratti a matrice di punti raffiguranti, partendo da George Washington, i primi dodici presidenti della storia degli Stati Uniti, più il ritratto di Abraham Lincoln.

L'idea alla base della realizzazione di queste opere nasce dalla volontà di riprodurre l'effetto ottico di una litografia, ovvero di una produzione seriale, restituendo al contempo un'artigianalità al risultato grafico altrimenti poco percettibile. Inoltre, la particolare struttura dell'inchiostro che viene a fondersi sul cartoncino, riflette una volontà espressiva fatta non solo di vuoti e pieni, ovvero non esclusivamente binaria, ma al contrario consente una gradualità nei chiaroscuri, che insieme all'immagine nitida nel complesso, si fonde in una ragnatela di macchie indistinguibili nel dettaglio. Portando a galla una visione d'insieme del reale, in cui ogni momento  è collettivo e non monade per se definita.

Questa moltitudine di punti, di macchie, di ombre segmentate, diventa allora un strumento al servizio del collettivo d'insieme.

Dot Matrix Portraits for Freedom

"La matrice di punti è una griglia che genera immagini e grafismi, in base ai punti che vengono “attivati” e “disattivati”. E’ il principio che sta alla base della stampa e di molti dispositivi digitali e presuppone una partecipazione attiva del fruitore, che è chiamato a “ricomporre” queste immagini divise in puntini.

Ed è proprio nel divisionismo di fine Ottocento che bisogna individuare la fonte di ispirazione di questo approccio visivo, precursore e anticipatore dei pixel dello schermo moderno. A questo proposito non si può non citare Marshall McLuhan e la sua classificazione dei media in caldi e freddi, a seconda del grado di coinvolgimento che inducono nel fruitore. I ritratti divisionisti di De Gennaro rientrano certamente nell’ambito dei media freddi, ovvero quelli che hanno nello spettatore il punto di focalizzazione. E’ al fruitore che è richiesto di ricomporre i volti e di riconoscerli. 
Quello che differenzia al momento l’approccio di De Gennaro da quello seuratiano, oltre la tecnica di realizzazione, è certamente la predilezione per il bianco e nero.

Anche questo, però, non è un caso. Il bianco e nero consente all’autore di ottenere, mediante l’uso sapiente e laborioso di sovrapposizioni di inchiostri e solventi, dei chiaroscuro a più livelli, che conferiscono corpo e materia alle immagini.

Questo è ancora più evidente nei ritratti dei Presidenti degli Stati Uniti d’America realizzati per il Centro Studi Americani, che ospita questa mostra.
Il chiaroscuro restituisce plasticità scultorea a questi volti che, a seconda dei diversi angoli di osservazione, sembrano davvero emergere come scolpiti nel marmo, o nella roccia, secondo l’iconografia a noi tutti ben nota.

Nella roccia deve essere scolpito anche il messaggio di queste icone di libertà, cioè un messaggio di pace, fratellanza e progresso, reso oggi ancora più urgente e necessario dalla guerra che si è abbattuta sull’Ucraina. Anche in questo caso non si può non ricordare Marshall McLuhan quando dice che il mezzo è il messaggio. 
Nella tecnica del divisionismo troviamo un invito a prescindere dai propri interessi particolari per considerarsi parte del tutto. Siamo puntini che compongono un universo e ognuno di noi può e deve contribuire all’armonia del cosmo."

Lorenza Cariello (MAMBO - Museo di Arte Moderna di Bologna)

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