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La squadra si chiama Save the Youths, "Salvate i giovani". Gioca in terza categoria, a Fermo, nelle Marche: 35mila abitanti e centoquaranta richiedenti asilo. I calciatori africani della Save the Youths hanno attraversato il deserto, sono passati dalle prigioni della Libia e poi hanno fatto la traversata in mare con il barcone.
Guy Chiappaventi, scrittore e giornalista de La7, racconta la storia di questa squadra precaria per definizione, che è anche un racconto della provincia italiana nell'epoca dei porti chiusi e del rancore verso gli immigrati, che si sfoga anche e soprattutto durante le partite di campionato, dagli spalti colmi di spettatori bianchi.
Con l'autore del libro, si è deciso perciò di realizzare, durante la conferenza stampa di presentazione presso il centro congressi La Nuvola di Roma, un'opera d'arte collettiva che rappresentasse - per contrasto alla realtà - un campo da gioco con gli spalti pieni di spettatori di colore e, sul campo, le impronte dei palmi delle mani dei giocatori, rosa acceso, a rimarcare l'inesistente differenza nei colori della pelle.
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